COSTITUZIONE: pane e salame

  1. Renzi ha dunque straperso. E per coloro cui sta a cuore la Costituzione è passata la grande paura. Una vittoria del Sì sarebbe stata foriera di altre ed ancor più devastanti controriforme.Dopo la Brexit e Trump, ecco un’altra dimostrazione di un liberismo la cui crisi sistemica produce un’instabilità politica permanente. Cameron e la Clinton prima, ed ora Renzi ed il PD ci hanno lasciato le penne.
  2. Il primo dato da sottolineare sta nel fatto che la maggioranza degli italiani ha resistito ai ricatti dei poteri forti: Obama, Merkel e, soprattutto, dei famigerati mercati. È un grande atto di dignità nazionale.Il secondo dato rilevante è la grande partecipazione. Non era scontato. Ciò accresce il senso profondo di questo referendum. È infatti la prima volta che nella storia della Repubblica si è avuta, seppur in modi anche contorti, un discussione pubblica sulla Carta Costituzionale. Ed anche coloro che hanno votato Sì in buona fede credendo di migliolarla fanno riferimento positivo alla Carta. Solo una parte minoritaria ha votato Sì con un intento scientemente liquidatorio. La campagna referendaria ha comportato un altro dato, pur sommamente ambiguo, anche le destre, perfino quelle fasciste, sono state costrette alla difesa della Costituzione.In buona sostanza, pur con tutti i distinguo del caso, la Costituzione è emersa come il riferimento comune di gran parte del popolo italiano.