Noi siamo tra coloro che pensano che l’epoca attuale può essere affrontata solo con idee forti, che sono il presupposto di organizzazioni politiche efficaci.

La profonda crisi del capitalismo e quella dell’ordine geopolitico che esso si è dato, impongono ormai di pensare ad un’alternativa generale allo stato di cose esistente: iniziative monotematiche, battaglie ambientaliste, rivendicazioni di diritti individuali, generiche richieste di democrazia sono state tutte rese innocue, riassorbite se non addirittura utilizzate dal sistema vigente.

Nonostante gli errori di un passato che è assai meno remoto di quel che sembra, soltanto una riedizione del socialismo sembra essere in grado di orientare l’azione politica e la mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini.

Questo blog, quindi, ospiterà, riproporrà o produrrà in proprio contributi di diversa densità e dimensione che comunque affrontino la questione del socialismo (come bilancio del passato, come immagine del futuro e come programma per il presente) dal punto di vista politico, storico, economico, filosofico e più genericamente culturale.

Accoglierà tesi anche divergenti, ma cercherà di volta in volta di far dialogare le diverse posizioni e di condensare i risultati della discussione nella definizione di un progetto via via più concreto per l’Italia e per lo spazio internazionale che dovrà sostituire l’Unione europea.

Va chiarito che per noi la distinzione tra socialismo e capitalismo è più importante di quella tra sinistra e destra, ed anzi la prima contribuisce a determinare il carattere della seconda.

Una sinistra degna delle sue migliori tradizioni può ridefinirsi, oggi, soltanto come piena adesione, o quantomeno come approssimazione, ad una nuova idea di socialismo: al di fuori di ciò la sinistra è soltanto una variante del pensiero capitalista e ci è estranea tanto quanto la destra.

Per questo ci sembra inutile e controproducente ogni appello all’unità o alla ricostruzione della sinistra: si tratta piuttosto di unire chi lavora per il socialismo e di costruire una proposta che sfondi sia a sinistra che a destra, oltre che nel campo intermedio, perché i lavoratori si trovano ormai dispersi in tutti gli angoli dello spazio politico.

Per noi, infine, la presa di distanza nei confronti dell’attuale sinistra è anche presa di distanza dall’attuale Unione Europea, che per la sinistra è diventata un dogma intangibile, mentre per i lavoratori ed i cittadini è diventata (ed anzi è sempre stata) una vera catastrofe.

La riconquista dell’autonomia di classe oggi si identifica con la riconquista dell’autonomia politica della nazione, non come obiettivo autosufficiente, ma come primo passo della costruzione di nuove relazioni internazionali entro le quali rendere possibile il socialismo del prossimo futuro.