IL PATTO COL DIAVOLO

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IL PATTO COL DIAVOLO

di Fulvio Scaglione

recensione di Ugo Boghetta

Dopo la recensione del libro di Domenico Moro riprendiamo lo stesso tema con quella di un altro libro. Parliamo del: “PATTO CON IL DIANVOLO”, ovvero di come abbiamo consengnato il Medio Oriente al fondamentalismo ed all’ISIS. L’autore è Fulvio Scaglione, vice direttore di Famiglia Cristina fino al gennaio di quest’anno.

Il suo punto di vista si avvale, oltre alla conoscenza storica, politica e documentale, di un punto di vista particolare. Vale a dire la relazione e frequentazione degli esponenti delle comunità cristiane conoscitori diretti del Medio Oriente e coinvolti, loro malgrado, nelle vicende di cui parliamo.

La tesi di Scaglione è forte e netta. L’origine dei mali è l’Arabia Saudita. Ed il patto col diavolo che dà il titolo al libro è quello stretto dagli occidentali, inglesi prima e USA poi, con il regno saudita.

L’Arabia Saudita sarebbe la pricipale finanziatrice e fomentatrice del fondamentalismo sunnita. La famiglia saudita, infatti, da alcuni secoli è sostenitrice del whaabismo: interpretazione fra le più radicali e fondamentaliste dell’Islam. La prima meraviglia, dunque, sta nel fatto che in occidente questo paese, ed altri Stati del golfo, passano per essere moderati!?

Vari documenti ufficiali citati nel libro dimostrano come l’Arabia Saudita finanzi i gruppi estremisti che vanno da Al Qaeda, all’Isis. Questo paese risulta infatti essere al quarto posto nell’acquisto di armi ma, mentre Cina ed India oltrepassano il miliardo di abitanti ciascuna, l’Arabia ne ha poco piu di 30 milioni. Dove finiscono queste armi? Tanto per stare all’attualità, la Clinton disse che era impossibile interloquire con i sauditi a proposito del fatto che il finanziamento al terrorismo partiva proprio da quel paese. Poi, racconta Scaglione, è arrivata una commessa enorme di 62 miliardi di dollari in armi e, guarda caso, un cospicuo finanziamento alla Fondazione Clinton. E, tutt’ora, l’Arabia Saudita risulta grande finanziatrice di Hillary!

Non solo. Scaglione afferma che il 90% delle istituzioni islamiche nel mondo fanno riferimento ai sauditi. La moschea del quartiere belga da dove sono partiti gli attentatori di Parigi, ad esempio, fu un regalo del re saudita. Ovviamente l’Arabia Saudita investe petroldollari in tutto l’occidente. Renzi vi ha appena fatto una capatina ed è venuta subito fuori la storia dei Rolex.

Tutti sanno ma nessuno fa nulla. Ed è per questo che, dice Scaglione dati alla mano, stiamo perdendo o non facendo, la lotta al terrorismo. Del resto, gli USA non sostengono in Siria Al Nahsra costola di Al Qaeda!?

Se per gli occidentali l’Arabia è la sponda per gli interventi diretti prima e la creazione del caos in questa fase, per i sauditi, afferma Scaglione, l’obiettivo non è l’Occidente e, per certi versi, nemmeno lo sciismo, ma avere l’egemonia sul mondo sunnita: l’80% dei mussulmani.

L’autore, fin dalle prime righe si pone due domande fondamentali. È nato prima l’uovo o la gallina? Ovvero, sono i terroristi a generare il terrore oppure il contrario? C’e stato un tempo in cui tutto poteva essere diverso?

Le risposte starebbe nell’accordo Sykes-Picot quando, al tempo della prima guerra mondiale, Inghilterra e Francia si divisero con matita e righello il Medio Oriente. Anzi, afferma, inventarono il Medio Oriente. Nel percorso successivo gli inglesi inventarono anche il regno saudita, casta ultraminoritaria allora, introducendo il virus whabita.

Ed è in questo quadro che irrompono le guerre irachene. Precedute dalla vicenda iraniana dove gli occidentali non poche colpe hanno rispetto alla nascita del regime degli ayatollah.

Ora, gli effetti di quelle scelte continuano a martoriare quel mondo e cominciano ad avere riflessi diretti sulla stesso mondo occidentale. Per altro, poco si parla, dice sempre Scaglione, delle guerre dei balcani e di ciò che è stato lasciato in Kosovo.

La guerra siriana ora ha allargato lo spettro dei problemi con l’intervento della Russia. Russia di cui Scaglione parla in termini di resistenza poiché: “più indietro di così non può andare”. E che in qualche modo sta diventando leader di quelli che non ci stanno.

Al contempo il libro affronta altre questioni. L’autore afferma che non si può esportare la democrazia in un islam che ha un’altra concezione della società. Al massimo, ricorda, in passato ci sono stati periodi in cui potere politico e potere religioso sono stati separati di fatto.

Nel libro si parla anche di un’altra bomba: quella democrafica. Una crescita continua della popolazione e una grande scolarizzazione per quanto generica.

Questo pone anche il tema delle primavere arabe e le vittorie successive del fondamentalismo. Scaglione non trova ancora una definizione convincente del perchè le prime abbiano fallito. Sta di fatto che l’Islam politico ha sempre perso e che l’Islam radicale è l’utopia che rimanda ad un periodo glorioso della sua storia.

Come dicevamo all’inizio, Scaglione gode di un punto di vista previlegiato: il rapporto con le massime autorità cristiane di quella parte di mondo. E, si chiede, perche costoro che hanno una storia in quella zona più vecchia dell’Islam, e una mentalità occidentale, non siano ascoltati. Perchè il patriarca di Aleppo, che spesso si trova a Roma, non viene intervistato da nessuno? Nessuno chiede la sua opinione?

Certo, la domanda è retorica. Costoro dicono, in buona sostanza, che ogni volta che interviene l’Occidente per loro sono guai. E la cosa che auspicano è che l’Occidente stia il più lontano possibile.

Il punto debole del libro sta nel fatto che la soluzione della situazione viene ricercata nell’Occidente. Può essere la soluzione chi è il problema?

Scaglione dice spesso: noi. Ma noi chi siamo? L’Occidente oggi ha una qualche superiorità morale, politica? Blair ha confessato che la guerra in Iraq è stata inventata. Qualcono l’ha arrestato e processato?

E la democrazia,la stiamo mettendo in discussione pure da noi a causa del fondamentalismo liberista, il pensiero unico, la fine della storia, l’egemonia dell’economia e dei mercati. Come ha scritto Paolo Prodi nel: “Il tramonto della rivoluzione”, l’Occidente ha perso la sua originalità, ovvero la capacità di progettare società alternative e futuro. E l’ha persa perche non c’è più dialettica, non c’è più contraddizione, non c’è più conflitto.

Ed il nostro modo di vivere individualista e consumista sempre più estremo è facile propaganda per il fondamentalismo islamico. Ed è così che l’Islam radicale assume il ruolo di un’ideologia forte che dà senso al mondo ed alla vita.

Così Scaglione e Prodi giungono alla stessa conclusione: la battaglia è persa.

Infatti, non si possono fare patti con il diavolo, perchè il diavolo vince sempre.

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