LA PIRA DON STURZO ED IL LIBERISMO

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Ugo Boghetta

Sistemando dei libri ho ritrovato: “Cattolici e mercato, la grande polemica fra La Pira e Don Sturzo”. Lo avevo comprato quando in Parlamento stavamo organizzando l’ostruzionismo contro privatizzazioni e liberalizzaizoni.

È un testo significativo perchè dimostra come a quei tempi – siamo nel ’54 – in casa cattolica lo scontro fra liberisti e antiliberisti fosse pesante. Nei fatti, era uno scontro fra chi voleva attuare la Costituzione ed i suoi affossatori.

Fra le tante, scelgo la lettera con la quale La Pira, sindaco di Firenze, scrive al Presidente della Confindustria per porre i problemi occupazionali della città. La lettera viene pubblicata su di un giornale. Resa pubblica, Don Sturzo, segretario della DC, gli risponde tacciandolo di essere marxista, statalista, classista. A sua volta La Pira replica invitandolo a fare il sindaco per vedere come vanno le cose.

In questa replica La Pira pone problemi di fondo ancora attuali.

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Gramsci Laclau: i dilemmi di Podemos

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Di Carlo Formenti

Fra qualche giorno all’arena coperta di Vistalegre (Madrid), Podemos celebrerà la sua seconda assemblea generale, un evento che potrebbe segnare una svolta importante nella vita di questa formazione politica che rappresenta a tutt’oggi l’unica sinistra del Vecchio Continente in grado di competere alla pari con l’establishment neoliberale. Nel mio ultimo libro (“La variante populista”, DeriveApprodi) ho indicato in Podemos il più importante esempio europeo (accostandolo alle rivoluzioni bolivariane in America Latina e al movimento nato attorno alla candidatura di Sanders negli Stati Uniti) del tentativo di cavalcare a sinistra l’onda populista che in tutto il mondo si sta sollevando come reazione alle devastazioni sociali, civili ed economiche provocate da decenni di regime neoliberista.
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